Tutti quelli che vanno

Sul  ciclo di disegni :  Tutti quelli che vanno Venezia, Milano, Marsiglia 2009-2012

Tutti quelli che vanno, Piazza San Marco, Venezia, dalle 14:05:0

 

foto di Francesco Allegretto

Ho avuto la fortuna di incontrare Bruno Giorgini e i ricercatori (Armando Bazzani,Sandro Rambaldi, Francesco Zanlugo) del Laboratorio di Fisica della Città  dell’Università di Bologna, www.fisicadellacittà.it ,  che hanno messo a mia disposizione per fini di ricerca artistica le riprese fatte sulla folla di Piazza San Marco durante il carnevale con i relativi modelli di simulazione dei movimenti dei pedoni, realizzati sulla base di un nuovo modello fisico-matematico formulato dagli stessi ricercatori.
Ho avuto la fortuna di incontrare Bruno Giorgini e i ricercatori (Armando Bazzani,Sandro Rambaldi, Francesco Zanlugo) del Laboratorio di Fisica della Città  dell’Università di Bologna, www.fisicadellacittà.it ,  che hanno messo a mia disposizione per fini di ricerca artistica le riprese fatte sulla folla di Piazza San Marco durante il carnevale con i relativi modelli di simulazione dei movimenti dei pedoni, realizzati sulla base di un nuovo modello fisico-matematico formulato dagli stessi ricercatori.
Partendo dal loro materiale ho realizzato dei disegni seguendo un procedimento rudimentale e grossolano: ho seguito il movimento dei pedoni tracciandone il percorso con il pennarello su un foglio trasparente  appoggiato sul monitor del computer. Poi ho riportato fedelmente il risultato su grandi e semplici fogli di carta bianca. Le linee tracciate con le loro diverse direzioni creano lo spazio, disegnando piazza San Marco, che di fatto non c’è.
La modalità di realizzazione rende i tracciati imprecisi e quindi inutili da un punto di vista scientifico. Eppure si tratta di un’imprecisione non così approssimativa, nel senso che i movimenti vengono registrati “abbastanza” fedelmente, ovvero quanto lo permette l’umana percezione dei sensi.
Mi interessano molto le modalità della percezione, così imperfette, ma sufficientemente perfette, tali  da rendere possibile il nostro stare al mondo.
E quindi desidero che si tratti di una mera registrazione, abbastanza precisa, dell’accaduto. Non inventare nulla, osservare ciò che è stato e sapere che le cose sono andate esattamente così, anche se tutto poteva andare diversamente. E umilmente registrare cercando di restituire l’incredibile complessità che rende così indicibilmente bello il nostro strano mondo.

Elisabeth A. Pergam, Drawing in the Twenty-First Century: The Politics and Poetics of Contemporary Practice, Ashgate Publishing Company, England, 2016, pag 407

Scarica il pdf:  Human mobility world lines on urban topologies Bruno Giorgini Senior Science Associate to the Physics of the city Laboratory and INFN, Bologna and Mariateresa Sartori

Samuel Bordreuil, sociologist, Emeritus Senior Researcher at the French CNRS, Scientific Director of the IMéRA, Marseille, France

FLUX URBAINS, FIGURES LIBRES : L’IMéRA, EXPLORATORIUM ART/SCIENCES De toute ligne pure, libre d’aller où elle veut et à son rythme propre, Paul Klee ne trouve pas de meilleure formule que de dire qu’elle « goes for a walk », qu’elle « sort faire un tour »… 1

Si la ligne pure se présente pour Klee comme un idéal esthétique, ira-t-on jusqu’à soutenir que le moindre passant ferait du Klee sans le savoir ?… Retraçant scrupuleusement ces tracés, c’est en tout cas avec ces lignes pures que Mariateresa Sartori renoue ! Plus précisément que sa main, sa main-sismographe, renoue. Comme elle le dit, « sa main voit », elle qui suit la trace sans jamais pouvoir la précéder.

Maintenant, ces ruissellements urbains, qui pour les recueillir ? Et en quelles citernes ? Savantes ou artistes ? On dira, pour l’heure, qu’ils se tiennent sur cette ligne de partage des eaux, cette ligne de crête, aussi bien entre « art et science » qu’entre « arts et arts » et enfin « sciences et sciences »…

Cette main, littéralement esclave du mouvement des autres, accomplit en effet deux choses en même temps. Dans son souci d’exactitude, elle se love dans le protocole de l’observation scientifique; mais elle libère aussi bien des secousses de vie et déplie leurs voltiges : une célébration que l’on attend de toute forme artistique …

En un mot, sans confondre ces bassins de sens, elle les met au défi de leurs raccords.

Si bien que ces dessins, cette installation, on propose de les recevoir comme le stylet de ce défi.

Samuel Bordreuil – IMéRA

 

2016-11-25T09:47:16+00:00

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