Il suono della lingua italiana
Il suono della lingua italiana è inserito all’interno della serie IL suono della lingua che consiste in 11 audiolibri, un audiolibro per ogni lingua
Il suono della lingua
11 audiolibri, uno per ogni lingua, 2008
(inglese, tedesco, francese, cinese, giapponese, arabo, spagnolo, 1 lingua africana del Burkina Faso, russo, portoghese, ialiano)
Sala dei Dizionari della Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia, Venezia
Collezione permanente della Fondazione Querini Stampalia
foto Francesco Allegretto
Il declino dell’Italia
cantante Andrea Gavagnin
3’12”
2016
lista di parole italiane cadute in disuso, al punto da risultare incomprensibili, cantate sull’aria del Lacrimosa del Requiem di Verdi.
Il declino dell’Italia. Parole morte
cantante: Andrea Gavagnin
durata: 3’12”
2016
Lista di parole italiane cadute in disuso, sino al punto da risultare incomprensibili, cantate sull’aria del Lacrimosa dal Requiem di Giuseppe Verdi
il brano è stato trasmesso: Radio Rai tre, per Stanze d’artista a cura di Guido Barbieri
Il concerto del mondo. Versione sonora
musica: Stefano Codin
durata: 7’15”
anno: 2008
Il concerto del mondo è il concerto delle lingue del mondo, la cui intrinseca musicalità viene sottolineata dalla traduzione in note dell’andamento della conversazione spontanea tra persone di diversa nazionalità. A seconda della lingua parlata, del timbro della voce, e del tipo di conversazione è stato scelto uno strumento musicale diverso.
Il concerto del mondo è andato in onda su Radio Rai Tre per Stanze d’artista a cura di Guido Barbieri 30 minuti sui lavori sonori di Mariateresa Sartori, 17 agosto 2017
Domande…versione radiofonica
opera sonora, versione radiofonica, durata: 2’12”, anno 2016
Selezione di frasi interrogative pronunciate da Ingrid Bergman doppiata dalla voce di Lydia Simoneschi si susseguono senza soluzione di continuità. Il sotto titolo “Teste calve custodiscono il suono della voce materna” riprende un verso di Wallace Stevens tratto dalla poesia “The woman that had more babies than that”
(…) Diventano vecchi rianimati da una voce materna
Bambini, vecchi e filosofi,
Teste calve che custodiscono il suono della voce materna.
L’io è un chiostro pieno del rumore dei ricordi
E di rumori da tanto tempo dimenticati, come quella voce,
A cui ritornano dopo averla scordata. L’io
Scopre il suono di una voce che lo raddoppia
In immagini di desiderio, in figure che parlano,
In idee che gli vengono sotto forma di parole.
Vecchi e filosofi sono assaliti da questa
Voce materna, luce nella notte (…)
Da The woman that had more Babies than that di Wallace Stevens

