The Time of Sound. Waves

The time of Sound. Waves

charcoal on paper, 200 x 810 cm, Cairn Centre d’Art, Digne les-Bains, France, 2018

Translation of the sound of the sea waves in real time. I sit on the beach of Lido Venice with a paper and a charcoal. I press the charcoal on the paper following the sound of the waves. I am just a seismograph recording the sound variations of the waves trying to achieve an impossible mechanical objectivity.

 

The Time of Sound. Waves2019-01-23T09:20:50+00:00

Questions. Bald heads with their mother’s voice still in their ears

Questions. Bald heads with their mother’s voice still in their ears

Sound work, duration 8’39”, 2016

      1. domande. Teste calve che custodiscono il suono della voce materna - sartori

The title of this work is taken from a poem by Wallace Stevens. I think that the words of this poem can explain the meaning of this sound track.

(…) Are old men breathed on by a maternal voice,
Children and old men and philosophers,
Bald heads with their mother’s voice still in their ears.
The self is a cloister full of remembered sounds
And of sounds so far forgotten, like her voice,
That they return unrecognized. The self
Detects the sound of a voice that doubles its own,
In the images of desire, the forms that speak,
The ideas that come to it with a sense of speech.
The old men, the philosophers, are haunted by that
Maternal voice, the explanation at night.
They are more than parts of the universal machine.
Their need in solitude: that is the need,
The desire, for the fiery lullaby.

From:  The woman that had more Babies than that by Wallace Stevens

Questions. Bald heads with their mother’s voice still in their ears2018-12-22T18:43:08+00:00

Preghiera a sua madre perché muoia

 

      1. Preghiera a sua madre perché muoia - Mariangela Gualtieri

 

 

Sound project Mariateresa Sartori

voice Juliane Koenig

2016 

The use of the poetry Preghiera a sua madre perché muoia by Mariangela Gualtieri
from Le giovani parole (Einaudi 2015) is authorized by the author 

 

 

 

la poesia di Mariangela Gualtieri, Preghiera a sua madre perché muoia, dal contenuto emotivamente insostenibile, viene letta con particolari accorgimenti e indicazioni da una interprete che ignora la lingua italiana. L’intento è di slegare la comprensione di un testo intenso e struggente da qualsiasi aspetto legato all’emotività individuale, ma il risultato, seppur straniante alle orecchie dell’ascoltatore, inaspettatamente non spegne la tensione emotiva che accompagna l’opera.

On the National Radio Rai Tre, for the program Stanze d’artista curated by Guido Barbieri, 30 minutes dedicated to Mariateresa Sartori’s sound works, 17 agosto 2017

      2. RADIO RAI TRE Sartori 3
mail from  Guido Barbieri del 6 aprile 2017.Critico musicale, musicologo, drammaturgo. (RAI Radio 1, Radio 3, Consulente editoriale della Fondazione Musica per Roma per la musica contemporanea, direttore artistico della Società Aquilana dei Concerti “B:Barettelli”, critico musicale del quotidiano La Repubblica,  ha realizzato cinque dei venti volumi della “Grande Storia della Musica Classica” pubblicata dall’Editoriale “La Repubblica”. ecc. ecc.)

 

 

 

Cara Meri, ho appena ascoltato le tue due opere sonore, il tuo “dittico maternale”, e ne sono ancora un po’ turbato. I versi di Mariangela, nella tua “visione”, sono diventati così freddi da diventare incandescenti. Una specie di fusione gelida che li rende appuntiti come una stalattite. Il V-Effekt fa ancora miracoli, evidentemente: anche se la tua “tecnica di straniamento” porta all’esatto opposto, ossia ad una formidabile pietas, ad un’empatia quasi insostenibile. Stavo per cedere al pianto: mi ha salvato la compressione temporale dovuta all’eliminazione delle pause… Ed è poi geniale – lo dico senza alcun intento laudatorio – il metodo che hai seguito: la lettura a rovescio e per di più affidata ad una lettrice non italofona. Mi vengono in mente i canoni retrogradi dei compositori fiamminghi, sai, quelli che ha usato anche Bach nell’Offerta Musicale e nell’Arte della Fuga: un certo soggetto tematico, anche se viene letto al contrario, mantiene una perfetta discorsività e si combina senza alcun attrito con quello che viene letto seguendo invece il modo retto… Miracoli del contrappunto poetico…, in questo caso…
Mi ha incantato anche il procedimento contrario che hai adottato per il lavoro sulla voce di Ingrid: lì abolizione, qui espansione a dismisura delle pause. Per paradosso l’effetto è simile: anche gli interrogativi lasciati in sospeso creano un distanziamento, una oggettivazione del materiale sonoro che a contatto con i rumori domestici sembra diventare algido, lontano, inafferrabile: puro fenomeno, privo di cuore. E anche in questo caso, pensando al procedimento e a ciò che mi hai detto su tua madre, ci si ritrova immersi in una strana, misteriosa empatia “cardiaca”: della quale si intravede appena, in lontananza, appunto, l’identità… Scusami il disordine dei pensieri, ma li butto giù così, senz’ordine e controllo…
Mi sta assalendo una tentazione: vedo che il catalogo delle tue opere sonore ormai ha raggiunto una certa entità. Quantitativa e qualitativa. Potremmo pensare, allora, ad un incontro radiofonico sui temi e i modi della tua ricerca sonora? Utilizzando naturalmente i materiali che non richiedono l’ausilio della visione? In agosto mi sparo il mio canonico mesetto a Radio 3 Suite (dall’anno scorso ho ripreso a fare un po’ di radio…) : potrebbe essere l’occasione per un ragionamento comune…

 

Viana Conti,  Litania per una vita spezzata, In: Arte e perturbante. Die Kunst und das Unheimliche. Delfino&Enrile Editori 2017

Litania straniata per una vita di donna che si sta spegnendo, Preghiera a sua madre perché muoia, è una poesia di Mariangela Gualtieri, tratta dalla raccolta Le giovani parole, Einaudi editore, 2015, che Mariateresa Sartori trascrive in progetto sonoro, nel 2016, per concessione dell’autrice. La scrittura della pagina si estranea semanticamente nella lettura di Juliane Koenig che recita, incespicando, insistendo, ripetendo a volte, un nastro di parole senza pause, con accentuazioni incongrue eppure metricamente perfette; sono parole in cui dolore e colore, canto e pianto, si avvertono subliminalmente. Questa poesia, dispensata nell’oltrepassamento del pensiero doloroso della morte, diventa una filastrocca infantile, una giaculatoria che, mentre sottrae pathos recitando meccanicamente una frase dopo l’altra, lascia filtrare, davanti ad un corpo materno ormai leggero, disincarnato, un’onda ineffabile di empatia. Un’implorazione scaturita dal profondo della psiche di un soggetto femminile, di una figlia confrontata con la morte imminente della madre, cerca, nell’alterazione vocale del senso della lingua e della risonanza della parola poetica, una forma di esternazione pulsionale del dolore trasformato in colore, natura, bellezza, musica, ritmo, danza. Se su un versante questa apatia espressiva sembra raccontare solo se stessa, su un altro versante lascia percepire a chi ascolta come Mariateresa Sartori esprime la continuità della presenza di chi scompare solo uscendo dal cerchio luminoso dell’apparire, come direbbe Emanuele Severino: eterno come un sole dopo il tramonto.

recensione di Niccolò Lucarelli su Artribune, novembre 2016

recensione di Emanuela Zanon su Juliet, gennaio 2017 

On the national Radio   RAI TRE for the program  Stanze d’artista curated by  Guido Barbieri, 30 minutes about Mariateresa Sartori’s  sound works

      3. RADIO RAI TRE Sartori 3
Preghiera a sua madre perché muoia2017-10-21T15:21:13+00:00

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